3 maggio 2008

Mitologia

La mitologia, così come le fiabe, si collega probabilmente ai rituali di iniziazione, che presso i popoli primitivi venivano celebrati sotto forma di riti di passaggio, o alle diverse istituzioni sociali quali il patriarcato o il matriarcato.

Il mito aveva dunque una funzione produttiva e sociale e non deve essere considerato soltanto componente di vita, ma come componente essenziale dell’uomo stesso. È il fatto stesso di vivere che rende necessario il passaggio successivo da una situazione sociale ad un’altra, così che la vita dell’individuo si svolge in una successione di tappe nelle quali il termine finale e l’inizio costituiscono degli insiemi dello stesso ordine: nascita, pubertà, matrimonio, paternità/maternità, progressione di classe, occupazione e morte.

Né l’individuo né la società sono indipendenti dalla natura, dall’universo. Anch’essa è soggetta a ritmi che hanno le loro ripercussioni sulla vita umana. Persino nella vita dell’universo esistono tappe e momenti di passaggio, avvenimenti e fasi di arresto, interruzioni. Diviene perciò necessario riconnettere le cerimonie dei passaggi cosmici alle cerimonie umane: da un mese all’altro (Plenilunio); da una stagione all’altra (solstizi ed equinozi), da un anno all’altro (capodanno).

Con il passare del tempo la venerazione degli Astri, sui quali si proiettavano sempre più simboli e a cui soprattutto si dava sempre più "potere", divenne l’Astrologia, la cui storia riflette le trasformazioni dell’atteggiamento dell’uomo nei confronti della natura e il tentativo di leggere negli astri stessi qualcosa che gli garantisse di sentire il parallelismo tra Macrocosmo e Microcosmo.

Le potenzialità che venivano date agli astri permisero due cose: la nascita di un vero e proprio mito e l’idea di poter leggere gli spostamenti degli astri per poter comprendere in anticipo i cambiamenti e gli accadimenti umani. L’Astrologia divenne così l’unico strumento che studiava e interpretava le trasformazioni periodiche che avvenivano in natura, cercandone parallelismi all’interno della vita e dell’Anima dell’uomo.

I pianeti nell’antichità venivano visti come forze in grado di determinare l’uomo sulla Terra; tuttavia l’Astrologia non è altro che la rappresentazione simbolica degli "elementi primi che si trovano in natura", elementi di cui è composta la realtà.

Il mito trae dunque la sua forza affascinatrice da un’originaria cosmologia, che non giustifica uno stato, ma il tutto: i due gemelli, la dualità nell’unità, lo Yin e Yang, come opposizione di opposti complementari, due impulsi così diversi che procedono l’uno accanto all’altro, per lo più in aperto dissidio tra loro e che con l’eccitazione reciproca appaiono accoppiati e in questo accoppiamento producono infine “l’opera d’arte” (Nietzsche).

Il mito viene inteso come “parola”, “discorso”, racconto e favola, una narrazione sacra di avvenimenti cosmologici e di gesta di eroi e dei, che riguardano la sfera dell’elaborazione fantastica dell’uomo. La mitologia non risponde alla domanda “perché?”, ma bensì alla domanda “da dove?”, “da quale origine?”

Inserirò ora un breve sunto dei maggiori miti, dividendoli per segni zodiacali e pianeti, per rendere più facile la consultazione.



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1 commento:

Anonimo ha detto...

Molto interessante la tua interpretazione del significato del mito.